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LE API * me j e . ór eccovi in queste foglio di cartabianca un pezzo di favo, ov’è il mele.
Cav.- Non ha egli bisogno di qualche pu-rificazione , prima che possa mangiarsi?
"Prior. Mainò. Anzi questo è il mele nel-la vera sua purità. E'molto migliore così,che non è, dopo esser contaminato per mandell’uomo. Mordetene un pezzo , e man-giatelo addirittura ' sputate solamente lacera.
Cav. Non ho gustato mai in vita miauna cosa più dilicata . Non è maraviglia,se tutti gli autori , che ho letti -j quandopretendon di dire una cosa graziosa, men-zionano sempre il mele.
Prior. Il mele era il zucchero degli an- |tichi. In oggi se ne fa pochissimo conto,perché abbiamo il comodo di far venire |dalf Indie orientali , ed occidentali le ri-messe del zucchero.
Contes. Signor Cavaliere, mi par, che voisiate del gusto degli antichi.
Cav. Madama, questo è’1 primo giorno,eh' io sono arrivato a sapere , che cosa siaun favo di mele. j
Contes. Imparate, imparate in buon’ora.Voi lo vedete . Il Signor Priore è semprelo stello. Tutto ciò, eh'egli fa, è bene as-sestato . Quando sarà uscito di quà , se nandrà ad insegnar la dottrina Chrislianainqualche capanna : dove per tanto mele nonmancherà di portare la sua limosina.
Prior . Godo sommamente, che il mio me-todo di operare non vi dispiaccia. Quantoalla limosina, il merito è tutto vostro, co
io»
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