LE API.
(a) M.Maraldi.
La pania.
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LE API.
DIALOGO SETTIMO.
Il Conte ~|
La Contessa ^ di Gionvalle.Il Priore J
Il Cavaliere del Broglio.
Cav. "T TI sovvenga, o Signori, che oggi
X/ abbiamo due gran manifattureV da visitare: quella delia cera, equella del mele. Il Signor Priore ha osservatal’una e 1’ altra sottilmente. Bramo per tanto,eh' egli mi mostri alla bella prima in che consi-sta la cera.
Trior. (a) Le pecchie fanno due sorte di ce-ra. L’una è più grossolana , e l’altra più fina.La prima è nericcia, e s’assomiglia piuttosto'alla pania, o veramente a una denlìlììma pe-ce. Ella è un composto di fughi amari, cuivan raccogliendo da certe piante particolari,esempigrazia dalle paglie, da’legni marci, 0da’liquori alterati, e acetosi. La seconda èuna spezie di manteca naturale, d’olio vege-tarle , denso, e odoroso , che le medelìmevan succiando da quei granellin!, che voi ve-dete sulle filacciche germogliami dal bottonede’ fiori.
Cav. E quella pania a che mai può ser-vire ?
Trior. Vel dirò io. Quando le pecchie han-no