Diaî-ogo Settimo. 149
po trovato un paniere, oun alloggio propor- LE API.zionato per loro, la prima cosa, che faccia-no, è turare perfettamente tutti 1 buchi, chejnesso li trovano, con quella pania ; affinchéi venti non possano avervi l'ingresso, né gl' in-setti soffrirne 1* amaro.
C 'ont. A questo proposito ho da contarvi unastoria, di cui io medesimo fui testimonio di vi-sta. Non sono ancora molti giorni passaci,che una lumaca divisò d’incrodursi nel mio al-veano di cristallo, cui tengo sempre sulla fi-nestra . Vi volle del buono , e del bello, per-ch’ella arrivasse a trovare la gretola ; ma tan-to s ingegnò, e tanto fece, che finalmenteriuscì Ile d’ entrarvi. Le portimene le feceroco’ lor pungiglioni un pessimo accetto. I pri-mi colpi, eh’ella senti, le fecero accelerar ilpasso. Ma la stupida bestia, in vece di riguada-gnare la porta, s’inoltrò vie più avanti, cre-dendo per coiai modo d’ulcir d’impaccio. Lo-catela dunque nel vero mezzo dell’alveano .
Allora una truppa di pecchie le saltò baldan-zosamente alla vita ; e tante gliene diè, chesotto alla furia delle percosse in breve tempospirò. L’imbarazzo fu poi a voler liberarli diquel cadavere: non vi dirò altro; bisognò,che si facesse tra le medesime pecchie una ge-nerale consulta.
Cav. E il Signor Conte avrà sicuramen-te sentite tutte le loro opinioni.
Cont. Dalla prima sin all’ultima. Udite ciòch’esposero le più sensate: „ Che il pretende-„ re di gettar fuori quella besliaccia, èra un„ tentar l'impossìbile; la mole era troppo pe-li sante. Oltre di che il di lei cadavere stavaK 3 già