tzo Gì' Insetti.
USAVI. ^ attaccato, mediante il suo vischio, al
„ pavimento dell’alveare. Che il lasciarla nel i„ mezzo del solaio, era un alleficarvi le mo- 1„ sche, ed esporla ad incarognirsi , ed in ver- i
,, minire , I vermi , dopo aver divorata la i
„ carne della lumaca, salterebbono certo so» '„ pra de’ favi , e s’attaccherebbono a’ver- :„ micciuoli nidiaci. Il male era imminente, i„ e richiedea un pronto rimedio,,. Non in- idovinerefle mai di quale astuzia si servironoTapi per ripararsi . IVla, le ho da dirvi la veri- <tà , avrei caro di sentire in questo proposito il 1vostro parere. Via , Signor Cavaliere , che j fripiego si sarebbe dovuto prendere? c
Cav. Sotto questa interrogazione cova cer- ! dto la furberia. Verrò poi scorbacchiato come ! tun melenso; e si dirà, che io non ho giudizio 1 1;quanto una mosca. Via , finitela: come se- j 1
cero? c
Cont. Impiastrarono di gomma tutta quanta pquella lumaca, e l’immastricciaronoinmodo atale, che non lasciandovi alcun adito aperto, inè pure alla penetrazione deH’aria, non potè- vva a cagione della sua crosta, nè dar ricettoal pdi fuori ali’ uova delle mosche, nè tramanda- fire alcun puzzo di dentro, quando si fosse in-carognita , e corrotta . g
Cav. Signore, me la farete pur vedere la gtomba della lumaca , ne vero. p 11
Cont. Ogni volta, che voi vorrete. Non vi
manca, se non un epitaffio. A
Cav. E quando Tapi han ben bene stuccato iltutto l’interiore dell’alveano, e si ritrovano titutte al coperto, come dispongono le lorcase? faPrior. Il fondamepto del loro edificio s’at* pi
tiene