IJ2 G l’ I N S E T T I.
LE API. mente serrano le dispense del mele . Se mai nsuccede qualche disgrazia, per esempio qual- vche frattura , o veramente, che la famiglia li smultiplichi più del consueto, vi vuol deliace- pra sempre lesta per rimediare. Per questo ap- Ipuntò se ne sogliono provvedere per tempo. {La van cercando sopra varie sorte di alberi, te di piànte ; ma spezialmente sulla ruchet- 1ta , e sul papavero scempio ; e generalmen- i 1te su tutti i fiori .• e quello, eh’è più mirabi- , ile, la raunan co’ peli del proprio corpo. E'un ipiacere a vederle rivoltolarli attorno attorno 1a que’ granellin! gialli* che cadon dali’ alto 1delle fiiacciche nel calice de’ fiori , e venir Isuora tutte coperte di quelle farine, comeran- 1te mugnaie. Ma il miglior metodo, eh’elle isappian tenere per rancore la cera ( speziai- ]mente dove ne sia scarsità ) si è distaccarla tut- jta quanta a un bocconcino per volta colle ma-scelle, e colle zampe davanti, e poi compri-merla, ed ammassarla in piccoli fagottini, fa-cendola passare a brano a brano coli’ aiutodel-le zampe di mezzo in unafinuofità, eh’essehanno in quelle didietro. Questa finuositàègiusto fatta come un cucchiaio , disposto a ri-ceverla nel suo grembo; ed il pelo, onde lezampe son ricoperte, serve alsape a tenerla ìstretta, ed impedir, che non cada mentre latrasporta ali* albergo . Questa loro faccendaviene ora sturbata dall’agitamento dell’aria,ed ora dalla dilicatezza dello stelo de’fiori,che sotto al loro corpo si piega , e sì impedisce,che non abballino il lor bottino. Ma in questo,caso fi piantano in qualche sito, ove trovin fer-mezza; e quivi comprimono, e raggranella-no