LE API
158 Gl v Insetti.
mentre 1’ unanime consentimento , con cuiconcorrono tutte quante ad adempier 1’ ufficioloro, produce con sicurezza un'opulenza stfatta, che rende ricca ciascuna. Paragoniamoun poco la società dell'api alle nostre. Questeci compariran mostruose. E'vero, che la ne-cessità , la ragione, e la morale filosofia le han-no formate sotto il titolo commendevole d'aiu-tarsi scambievolmente l’un 1’ altro. Mai pri-vati disegni rovinan tutto : intantochè la metàdegli uomini s’appropria il superfluo, e spoglia1 altra del necestàrio.
Prior. Così è : Quando P uòmo non è guidatodallo spirito di Dio, è senz’altroil più mali-gno , e ’l più perverso di tutti gli altri animali,Cont. Mi sento serrar il cuore , quand’ioconsidero fin a che segno la nobiltà della nostracondizione arriva a avvilirsi , spezialmenteper quel malnato talento di farsi grande, e divivere agiatamente , senza volersi prenderealcuna pena , se il prossimo ha pur un abitffdaricoprirsi, o un pane da sfamarsi . Madido!-gioiamoci da questo spettacolo, che rende Or-rore : e quantunque in questi piccoli anima-letti, che vivono con tanta quiete, e concor-dia , leggasi la condanna de’noslri viziosi co-stumi - proseguiam pure-ad esaminarli, Lab-ro inspezione m’alletta oltre modo. SignorPriore, mi ricordo d’aver veduto in casa vostraun alvear di cristallo, ove mi diceste, d’averallogato uno sciame d* api bastarde, dette al-tramente calabroni » Dateci di grazia qual-I caia- contezza.
Prior. siccome io sapeva , che voi faceva-te studio sopra le pecchie ordinarie, così ho
ere'
broni, oapi ba-starde .