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Tomo I.
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t 6 o Gl Insetti.

LEAPI. tentan di rompere !a porta della prigione: eicalabroni, che stan di fuori, gli aiutano , stro-picciando, e mollificandola chiusura incera-ta, che li trattiene. Sopraggiugne dopoi undepiù grossi fra gli altri, e fi divora tutto quan-to il coperchio.

Cav. Come ? Si pasce forse di cera ?

Prìor. Non già. Se la fa concuocere dentroIo stomaco, ( eh è assai caloroso , ) e poi se neprevale per altre facende: I vermicciuoligiànati vengon sorpresi da certi moti convulsivi,che li fanno fieramente sudare: edellumore,che dal lor corpo trapela, formasi un vischio,che a poco congelasi , e diventa una biancamembrana, che fascia in un attimo tutto il lorcorpo. Questo è il loro stato di ninfa. Sem-brano allora tanti acini d uva attaccati lunpresto 1 altro , e formano tutti insieme unapiccola ciocca. Poscia da ciaschedun di quegliacini scappa suora un calabroncino , il qualprincipia a strubbiarsi gli occhi co suoi rampinianteriori. Le sue ali, che, mediante 1umi-dità, stan tuttavia attaccate alla schiena, apoco a poco sentendo 1 aria, sasciugano; edi a un quarto dorasì prova, e 8 arri fica riicorrere alla ventura in compagnia de' suoi coe-tanei . Si permette alla fanciullezza il tra-stullo e tutti quei pargoletti , pe primitre giorni non fannaltro , che andar girandosu e giù. Danno dellimpaccio notabile al la-vorio demaggiori; sicché costor finalmentestufi delle lor fanciullaggini, se li levan dat-torno, e li sospingono abbasso. Allora queipiccoli animaletti per lungo tempo s aggiranocome ubbriachi, e finalmente si mettono a la*

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