IÓ2
G t ' Insetti,
ÌE API. vederlo passare, gli forman tosto corona ; bat-tono l’ale ; s’impuntano sulle zampe davanti ;e dopo molti salti, e captinole l’accompagna-no fino al posto, dov’ ei disegna d' andare.Quindi il Re s'apparta , e ciascheduno ritornaal suo primiero lavoro. Non vi dirò, chelavoglia di lavorare sia in loro sì ardente, e siaslìdua, come nell’api .Vi vuol altro, pera»mare a quel segno. I calabroni la mattina sonpieni d’infingardìa : provan pene di morte, zmetterli in traino . Ma v’ ha un caporione,che ogni mattina un’ ora e mezza dopo la leva.ta del Sole li sporge colla metà del suo corpofuori d’un buco destinato propriamente a quest’uso, e eh’e fituato in cima della città; equi.vi battendo sali, fa per lo spazin d’un quartod’ora un’intemerata, che desta tutta la gen-te . Quegli è’] segnale, che chiama ognunoal lavoro : quegli è ’l tamburo , che suonaa marciata. Ho fatta più e più volte notareuna coiai disciplina a’miei confratelli , ches’hanno avuto-a smascellar dalle risa. Yen’èpur un altro , che sa rutto'1 giorno la sentinel-la. L’ho veduto cogli occhi miei in fazione,ed ho notato, eh’ egli faceva il suo ufficioconun’ attenzione si grande, che mi recava stupo-re . Provava talvolta ad urtare con qualche ].]veemenza nel!’ alveano, e tosto vedeva la sen- 1lineila uscir suora del suo casotto; montar sula volta con cera burbera e inquieta; correredi qua e di là, per vedere quanto occorreva;e dopo esièrsi ben chiarito, che non v’eranonè ni mici, nè altri pericoli da temere, tor-narsene, al primiero suo posto . Mi son presoeziandio la curiosità di buttare un’ ape tarpata
d’un
1)0
• VOI
rat
la.
lei
U
p
iati
::d
ìfE
K
ho
ît