LE API
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Insetti.
' appresso di me, han tutta la cera d’essere imasch-i, come addiviene delle api. Si pagalo-ro (s’iononm’inganno) il servigio, euipre-stano alle lor femmine, eoa nutrirli per qual-che tempo : e forse forse ali' appressarsi delverno 6 caccian via.
Prior. Signore, ciò, che voi dite, ha mol-to del verisimile : nè vedo alcun fondamento,per sostenere, che fra i calabroni non vi liam( come fra le pecchie ) le sue regine, ei suoimaschi; nè che in un'intera comunità nonsitrovi alcuna distinzione di sesso. Ma questo èun punto, che merita tuttavia qualche esame,
C ont. Vi prego a continuare le vostre osser-vazioni , senza preterir cosa alcuna di quantosegue in quel bugno, per farcene parte. Tuttequeste faccende mi giungon nuove .
Prior. Ah Signore ! Son finite le mie osserva-zioni . M’è intravvenuta una gran disgrazia.
Cav. Che sarà mai?
'Prior. Quattro giorni fa, la Regina usci fuo-ri a buon'ora, e si porrò tutta tremante, eca-scatoia perla vecchiezza lin a’confini del suoterritorio. La vidi abbiosciarsi dietro a un pic-ciol rialto , e dopo aver penato per qualche
tempo, ahimè !
Cav. E bene ?
Prior. Spirò . Tuttala città si trovò in unafiera costernazione. Per quel giorno non sisenti il solito tocco del tamburo. Ogni cosaera in silenzio ; tutto spirava mestizia, e te-tra malinconia.
Cav. Ah, Signor Priore / Voi mi date untormento, che mi traffigge ]'anima. Epoi>.che segui? !
Prior, |
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