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Dia î.0 co Sèttîmói 167
piccante, che altrove-. Quivi il mele è pre-zioso. Tali sono le campagne del territoriodella Cùrbiera, poche leghe lontan da Narbo-tìa, con una gran parte-della Sciampagna. Ilmele d’amendue questi paesi porca il primovanto fra tutti . Ne’ cantoni della Sciampa-gna , che son situati lunghesso i fiumi , e ’1cui terreno è più grasso di tutto’! resto, s’os-serva una cosa molto particolare: impercioc-ché le pecchie-, che sono quivi annidate, san-no un lungo tratto di strada, per trasferirsi ne'paesi circonvicini, preferendo i fiori , cui tro-vano in certi terreni magri, e sabbiotiofi (ilpiù delle volte molto fontani ) a quei del pae-se, óve stanziano. Un gentiluomo della ri-viera d'Aîria, Poi qual m’accontai, in viag-giando dà Scialod sulla Marna alla volta diSciarieville , ne fece far questa osservazione,stavamo arrivati presso a una lega , e mezzovicini alla sua Tenuta, la qUale è posta giùnella valle , adiacente ali’amene praterie d’Attigni. Non fi vedeva per anche, se non pao-li deserti , senza Un villaggio di sorta alcunapertutto il circuito d’una grossa lega, a rivol-tarsi per ogni verso. Vedete voi ( ne diss’egli,additandoci un campò di saggina, la cui fra-granza ci ristorava ) la mia famiglia dispersaper questi campi ? Qui si lavora per nie. Ora,liccome noi altri non penetravamo il mistero'liquefin discorso : bisogna ( soggiunse il cava-lere ).eh io vi sciolga l’enigma. Quelle apithè voi vedete ronzare per ogn* intorno su’ fio--ndiquesla saggina, vengon qua da un paeseontano una lega, o due . Noi le veggiamo§ni dì uscire de’ nostri giardini, attraversare1 4 la
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