Dialogo Ottavo. 173
sca, oltre alle spugne accennate, è pur forni- LE MO*ta per tutte quante le zampe di peli, chele SCHE.servono di scopette , per forbirsi non menoTale, che gli occhi.
Prior. Ah/ egli è vero sì. Mi son preso pisivolte spasso di star a vederla, quando facevaquesto lavoro. Ella primieramente scuote lapolvere delle scopette , stropicciandole beabene insieme : poscia se le fa passare per T ali,tanto di sotto, quanto di sopra- - ed appressose le va strofinando per tutta la testa. Ma chebisogno ha ella mai di rifar tante Volte lo stessogiuoco?
Prior, La natura le raccomanda caldamen-te la pulizia: ed ella benfa, che, senza unatale cauzione, il fumo, la polvere, la piog-gia , e le medesime nebbie le appannereb-bono gli occhi , le aggraverebbono 1’ ali ,ed indebolirebbono il dilicato suo corpo .
Ma non interrompiamo il discorso del Si-gnor Conte.
Cont. La tromba della mosca è di due pezzi : Ea tram-utio di essi ripiegasi, e va a scassarsi nell’al- ba dellaIto, e tutti due fi rannicchiano, e si ritira- mosca,no verso il collo. L’estremità della medesimas 'affila come un coltello, per poter trinciareciò, eh’e j la mangia : oltre di che forma di essa II sue-due labbri per adunare il suo cibo; econat- duellotrarre a se 1’ aria, che v è dentro, ne forma un dellacannello per succiare i liquori faòLeeù-
Fmalrnente diverse mosche han sotto ’lwenhoelccodrione un succhiello , (a) talvolta lungo Arcan,più di tre linee, con cui traforano , chec-nat tom.chè lor piace, e poi lo ritirano dentro le squa- Z- «pig-ine. Questo strumento in certune è composto, ^ ’