Dialogo Ottavo. 187
due ali cortisìime , e due altre ben lunghe, conuna larga corrazza sul dorso , e con due bran-che dentate, come due seghe ?
Cont. Cotesto appunto,
Comes, Or bene. L’ ho sentito altre voltechiamare col nome di grillotalpa : e giustamen-te : imperciocché egli dimora sotterra comele talpe, e strilla per l’appunto cornei grilli.Vorrei dunque nomarlo cosi.
Prior. Voi dite benissimo. Cosi dunque lochiameremo.
Cont. Signor Priore, avanziamoci verso ilcantone di questo giardino. ColàV ha da esse-re un oidio di grillotalpe. Son gw informato,come voi ben sapete, di tutto ciò che segue inquesto recinto. Tutti lavoran per me. Ecco-ci arrivati al sito predetto.
Prior. ( a ) Diamo di mano a una vanga, epastiniamo qua sotto, per far vedere al SignorCavaliere un pezzo di terra conglutinata, nelcui centro ravviserà unacelluzza, atta a con-tener due nocelle , e quivi troverà annidatetutte i’uova del nostro insetto. Zappiamo belbello, e guardiamo di non romper nulla. Mi-rate , Signor Cavaliere ; ecco là quella zolla,eh’ io vi diceva . Quel pezzo di creta, grossocome un uovo, che voi vedete cacciato là den-tro, e attorniato da una fossetta, giusto è des-ia. Prendetela in mano, e fendetela col col-tello pel mezzo : troverete che l’introito del-la celletta è stato ritmato .
Cav. E' verissimo. Ve ve ! o quanti uovici-ni dentro a questa celluzza, di’ era nel cen-tro! Lasciatemeli contare.Sono cencin-
quanta. Ma perché son ficcati sì in fondo ?
Prior,
LE MO-SCHE .
Il nidiodellegrillotal-pe.
(a)V.Go-dart. '