Diaiogo Ottavo: 189
mai torna il freddo, eccoti Jo ricalano abbasso.
Questo metodo , ti pratica ancora dalle formi- ICH ^*che, di cui ora imprendo a parlare: imper- Laformi-ciocche, rispetto aste grillotalpe , non ho no- co * a *tizie sufficienti da poterne favellare più a lun-go. Prima però divenire alla storia della for-micola, bramerei di sapere dal nostro caro Ca-valierino, se s ha da andare da lei in qualitàd’infingardi, per imparare, ovvero in carat-tere di curiosi per ammirarla.
Cav. V’intendo benissimo. Ho giaietto ne*proverbj di Salomone, che il pigro dee andareafcuola dalla formica, per imparare da essa adesser provido, e sollecito. Io per me crederei dinon portar la taccia di pigro, ma chi è quello,che non abbia hi fogno di divenir providoî
Prior. Per vero dire, si ricava del gran pro-fitto a contemplar le formicele. Sono ancoresse un corpo di comunità, ridotto in formadi Repubblica, a guisa delle api ; ed ha, comeloro, le sue leggi, e statuti, (a) Le formi- . Deferi-tole hanno una spezie di cittadella piuttosto di-lunga , ma stretta , la quale è composta di va-rie strade spartite, e ciascuna va a farcapoal m i co i e>suo magazzino. Vi son certe razze di formice-le, che formande’terrapieni, espandendovisopra del vischio, gsimmaslricciano in modotale, che non possono rovinare. Quelle,che noiveggiamo comunemente,fanno delle cataste ditrucioli, e sene servono comedi travi per at-traversare su in alto le strade, e per sostenerneil coperto. Caricano que’ palchistuoli di tra-
vicel-
( a ) Aldrovand de Formio. Jonston. Thauma-turg. natur. a car. 35 1>. Storia de’ Corsari d’ A-merica, detti Fliéujtiers .