Dialogo Primo. p
Cogliam la rosa in sul mattino adornoDi questo dt , che tosto il seren perde.
Vero è però, che la più parte de’fiori, peroc-ché destinati ad ornare labi razione deli’uomo,
(per quanto porta la lor durata) hanno la mi-ra di non comparire tutti ad un tratto, né inuna stessa stagione : ma fi danno scambievol-mente la muta, per infiorarle tutte quante,senza privare di questo treno men una ; e radevolte addiviene, che alcuno manchi di farglicorte, quando gli tocca la volta.
Trior, sfiori, mediante la loro scambievole La p uc .successione, apprestano ali’uomo un pomposo cessioneteatro composto di varie comparse, ciascuna de’fiori.delle quali esce suora, dopo che l'altra è spari-ta, con un ordine regoiarisfimo. I ranunco- La va-li, detti Epatici, le primavere, le viole mam- rietk de’mole, i giacinti, 1’ orecchie d orso , i mu- 111ghetti, i narcisi, e gli anemoni , forman,per dir così, la prima comparsa. ne>
Questi a poco a poco spariscono quasi tutti,e in loro vece subentrano le corone imperiali,ì ligustri, gì’ Ireos, i tulipani , le giunchi-glie, i ranuncoli, e tutti gli altri, che rica-mano presentemente la platea di questo giardi-no . Quelli poi, che voi vedete in sugli alberifruttiferi, forman alla lontana il proscenio,e mescolando i dolci colori del lor fogliame,col verde delle sfondi ancor tenere , fan ri-saltare per ogni parte il guarnimento dellaplatea. Spuntan frattanto le rose, i fiordali-si , i garofani , le gaggìe, i papaveri , e leviole, i cui steli, e bottoni a poco a poco for-tificandosi , ed insensibilmente crescendo ,
ci pre-