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Tomo terzo.
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Òialogo Terzo. 47

Jb Un piacere tanto facile a conseguissi sarebbefs.i una gran trascuraggine trasandato .ii» Cav. (a) Si può egli sapere qual paese (a) Fu-lasci questo fiore è venuto ? shiiHist.

:t» Trior. V anemone sè veduto appresso di noi P' ant ;rade in ogni tempo. Tutte le nostre istorie piiian- delPane-tiche ne parlano. ( £ ) mone.

Comes. SI: ma le razze più belle non son (b) il Pa-ttisi molte antiche. Ho inteso dire , che ottantân- radisoti», ni fa, M. Bachelier giardiniere famoso diPa- de'fiori.D rigi le portò dalT Indie orientali. Visontalu-iti ni, che, quando possiedono qualche rara ga-!» fanteria, han tutto il piacere di farne parte aditi» altrui, e di comunicarla, se sia possibile, a» tuttoi mondo. Questo si è un genio assai no-Iqti, bile : e credo, che tale appunto sarà quelloeèji del Signor Cavaliere. V ha poi cert* altri »forni che , quando possiedono un qualche fruttofllfc o fiore di pregio , se lo tengono appressoseti di con quella stessa gelosia , con cui sieimî custodisce il danaro , che , col parteciparsiad altri , impoverisce il suo proprietario .flit M. Bacseìier doveva essere di questa tem*liti pra . Stette dieci anni interi-, senza voleriu dare a chicchesia , un gambo danemo-ne doppio, un seme d'anemone scem-ai!, pio. Un consigliere del parlamento, veden-ti, do con suo patimento nelle mani dun uomoj|i solo quel bene , che la natura aveva fattopi per tutti , si divisò d* andarlo un giorno âjIti trovare. Ed in passando rasento gli anemoniâl>, già graniti del suo giardino, si lasciò a bellor£î[1 , studio cadere la toga su quei garzuoli, chel 0 |,i;' già buttavano le semenze,, e vi se nattaccòbuona parte. Il suo lacché, informato di que-la sta