[?;
i(î
It'Gt
tom
liti
®ui
lei®:
*|l’11, tiunti;
IMI
ÌÎM1L
Pi!lio,;:?lili,lì;
Mil
DiaIogó Quinto. £5
Vrior. Questo è quanto si trova di pisi vago,e di pisi singolare in lingua Latina.
Cav. Non si porre Kb' egli fare una sceltaconfirnile in lingua Francese ?
Prior. Ella é una cosa, che ha quasi delsin-credibile.- e pure è vera. La lingua Francese ,o almeno la poesia, non ci somministra, in que-sto genere, nè meno un piccolo trattatello,che Abbia garbo , e che sia degno d’entrare inquella nicchia, che voi proponete.
Cav. Possibile? La natura è pur tanto bel-là, che la poesia non avrebbe â durar fatica adecantarne le lodi.
Trwr. Ella sicuramente somministra a qua-lunque scrittore degli argomenti a fissone ,per esercitar la sua penna. Ma quel dell’agri-coltura in particolare non è stato toccato danissuno. Non v’ha un poeta Francese , chen’abbia fatto nemmeno un semplice schizzo.E pure egli sarebbe per un bel talento il piùsicuro mezzo, non dico puramente per pia-cere, ma per piacere ad ogni sorta di leggi-
^ Intantochè ci avanziam passo passo verso Pertale, ove potremo fare un giretto per nostrodiporto, ditemi, Cavaliere, di graziai don-,|, k; de proviene quel gran piacere, che avete, alèggere cotesti graziosi scrittori, dicuiècom-( j postala vostra piccola raccolta? 3 E* vero, chejj I(i la loro latinità è purissima, e che le lor descri-zioni son giuste.- ma queste belle prerogativesi trovan pur anche in altri autori . Perchéusti dunque vi piaccion pisi cotesti, che tutti gli„ , astri -
W' 1 * Cav. Ciò senza fallo deriva dall’ aver essi
pie-