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e >6 L’Arte del Giardisiero.
presa a trattare una materia , concernente allacampagna.
Prim, Son dalla vostra ancor io : anzi mi gio-va sperare, ehei loro scritti sian per avere lastessa fortuna sinché ’l mondo sarà mondo :concioflîachè i’argomento ivi trattato non èsoggetto nèalle vicende de’ tempi, nè alla vo-luilitàde'capricci. Tutti noi altri mortali na-schiam giardinieri. La nostra primaria genera-liffima inclinazione è la cultura de’ fiorie de’frutti. Quanto ali’ altre cose, chi è d’un ge-nio, e chi d’un altro.- ma in ordine ali’agri-coltura , liamo tutti d’uno stesso carattere : eperquantole urgenze dell’ uman vivere, olecomuni bisogne abbian diversificato gì’ impie-ghi di ciascheduno , non pertanto non si è per-duto mai il sentimento della nostra primitivacondizione. L’uomo, nel bello stato dell’ in-G elt , Docenza, fu destinato (a) sin dal princìpio15. del mondo a coltivare la terra ; nè si è potutogiammai scordare di questa sua nobile, ed an-tichissima destinazione : anzi pare, che ognialtro impiego gli dia della soggezione, 0 lodegradi dal primiero suo essere. Quindi è, chese mai può riscattarsi dalla schiavitù de’quoti-diani suoi impieghi, e godersi un momento dilibertà, fi sente tosto per una segreta violen-tissima simpatia naturalmente portato a torna-re al suo primitivo mestiere. Il mercante si re-puta fortunato a passar qualche volta dagl’ im-brogli della mercatura alla coltivazione delsuo giardino. L* artigiano , perché costrettodalla dura necessità a star sempre assiduo al suolavoro, senza partirsi di casa, proccura noneh’altro, di fornire isuoi balconi di qualche
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