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Dialogo Settimo. 195
zie di peri, le cui frutte, essendo pregiate perla morbidezza della lor polpa, che strugge!!in bocca, corron pericolo, aitarsi nelle spal-liere, di diventar legnose, o stoppose , pernon aver sana aperta. Tali sono quelle delDuca, le butirre , le zuccherine, e le verdac-chie.
Si condannano parimente al verziere tuttique’peri, che, mediante la lor mediocre sta-tura, non son tanto sottoposti ad esser battu-ti da’venti. I meli eziandio amano meglio distarsi a campo aperto, che d’esser modellatia siepe, oX spalliera. Ilzizzolo, il nespolo,il sorbo , ed alcune spezie di mori risiedonopur tre' verzieri ,• e così questi coki trovantiforniti di frutte d’ogni genere, e d’ogni sta-gione .
Cav. Perché mai verso il fondo di questoverziere retta interrotta la regolare ordinanzadegli alberi? Vedo qua una fucinata di pian-te, collocate tutte in un mucchio.
Cont. Questo si è il seminario. Questo èil ristoro del verziere , de’ frutti del giardi-netto a spalliere, e dell’ortal degli erbaggi.Qui s’allevano tutte le spezie di piante, de-stinate ad occupare quei posti , che restanvoti , per difetto di quelle, che, a cagio-ne della loro vecchiezza o inabilità, siamocostretti a sbarbare . Parte di queste pianteconsistono in arboscelli provenuti dai seme,o dal nocciuolo , e che ad onta del gentilceppo da cui derivano, s’insalvatichiscono,ed han bisogno dell’aiuto del neslo pér in-gentilirsi . Parte son polloncelli di piantesalvatiche, e boscherecce , distaccate da al-1 4 Muni
Il semi-nario.