Dialogo Settimo.
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(a) La ragione, per cui bisogna badare î^Philo-che la scorza del nello corrisponda esatta- sophicalmente ( almen da 'una banda ) alla scorza transact.del troco , è molto patente . Concioffiachè1’ unione della rezza o cuticola dell’ uno , ^° hn *
colla rezza o cuticola 'dell' altro è quella , i,orp.r.rche fa incorporarli insieme. Questa cuticola p.o^.'è composta di varie minutiffime rezze appli-cate T una sul!’ altra , la più intima dellequali fi distacca a primavera dall’ albero, figonfia , s’ infemminisce, s’ingrossa, e valead aggiugnerli ogni anno un nuovo cerchiodi legno. Ora, siccome le fibre, ond'ècom-posta la rezza interiore della cuticola , sidel nesto, come del tronco, restan mozze ,e troncate nel (ito appunto, ove amendue ficombaciano insieme , così l’orificio dell’uneimbocca nel? orificio del?altre , ed il callo,o soprosso, che quivi fi forma, unisce diver-si vasi del tronco a quelli del nello , e me-diante ? intrecciameli to scambievole d’ altriCanali, si forma di tutt’e due questi mem-bri un sol corpo. Ma se ? untone predettanon fa presa nelle cuticole , non è da spe-rarsi , che possa farla nel legno , che giàha fatto ? osto , nè è più capace d’ arren-dersi ; nè tampoco nella corteccia , che èquasi dura al pari del legno .
Insinuatasi la vermena nel tronco, lì ram-margìnala ferita con alcuni pezzetti di scor-za incrocicchiati, di modo che non vi possaentrar nulla. Poscia si distende fu queste scor-ze un impiastro di cera e di pece incorpora-te insieme, e stemperate in una padellina por-tatile, ovvero una poltiglia composta di ghiaia,
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