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Tomo terzo.
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184
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La formadell st-ralicio .

La pota-gionedell st-ralicio .

184 G l Agrume

Cav. Sicché il pane di questa piatita dovrà 2principio restar esposto al sereno , e provaretutti'insulti, e intemperie dell'aria.

Coni. Noti già. Si ricopre ancor esso di ter-ra , e sostiene su in alto con varie zeppe di le-gno perfettamente piallate , che si distribui-scono con simmetria per tutto il contorno del-la casta .

Quanto alla chioma dellarancio, si mode'-la in varie fogge. Orie si la forma d' un va-go cespo, piertozeppoa! di dentro; ora d'unglobo perfetto, ed ora d un mezzo globo: ilche si fa, con fondarla al di sopra, e alle ban-de, e con lasciare , eh* ella dilati orizzontai-mente il silo giro da basso.

Cav. Questo mezzo globo unito al fusto,che io sostiene, sassomiglia in qualche modoalla figura d* un fungo.

Cont, Il bello dell' arancio consiste princi-palmente nella simmetria de suoi rami : e sic-come questa bellezza è più durevole di quelladefiori, cosi nel potarlo, sha più riguardoad allertare regolarmente le ramora, che a far-gli buttare di molti fiori : veramente, chenon ne prema di averne assai.

Cav. In che differisce la potagion degli a-ranci da quella degli altri frutti ?

Cont. In varie cose , Primieramente, nelpotargli altri frutti , si proccura con ogni stu-dio di conservare i rami sottili, purché sian ve-geti, e ben nutriti; per ricavarne de'pomi;laddove questi nella potatura degli aranci sitagliano quasi tutti, acciocché lalbero restivoto al di dentro più, che si può. Si tiene

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