Dialogo Ottavo. r8§
(eziandio la stessa regola colle ramora , cheguardano a perpendicolo verso la terra, e mol-to più con quelle, cui cadon le foglie ; il qualdisordine mai non succede , fuorché allor quan-do son deboli * o patiscono qualche altra infer-mità; Si conservano poi a questa pianta tuttele ramora vigorose , la disposizione ci aiuta aformare Una bella chioma, ocorona; Le si ri-sparmiano parimente alcuni sterpi di falso le-gno, ancorché provenuti contro sordine con-sueto, quando si spera, mediante il loro vi-gore , o buona situazione, di poterne cavaredel profitto;
Mase la grandine, o la forza del vento, 0l’ infermità della medesima pianta, o qualchealtro accidente viene a disfigurare la simme-tria delle ramora , conviene allora osservarequali sian quelle, che fon restate sane e salveverso la parte interiore della sua chioma; e sìpotando, e tagliando tutte l’altre, che han-no pâtito, scoronar l’albero , sinché s’arrivialle buone, onde si possa sperare da loro noc-chi , una nuova chioma ed un ugual fornimen-to di foglie, che sia per risarcire la perdita ri-cevuta , con assestarlo convenevolmente, ein maniera da potersi ridurre col tempo allaperfezione primiera.
(Questa bella pianta è sottoposta a certe ma-lattie , che malmenano a pisi non posso, esem-pigrazia ad impidocchirsi , e ad esser tormen-tata dal freddo. Se voi vedete, eh’ella ingial-lisca, convien portarla ali’ ombrìa, né tener-la pisi esposta a’ raggi del Sole, se non per dueo tre ore del giorno, affinchè non fi snervinolesue forze: o veramente rimediar subito ali’
cri-
Come, equandosi deescorona-re 1’ a-r ali ciò.
Le infer-mità ,ond’ èsottopo-sto 1’ a-rancio.