Dialogo Ottavo. 189
Oo.Orsù bisogna, senz’altro, eh’ io mi col-tivi un ficheto.
Cont. Ella è una cosa assai facile . Potete tro-vare anche adesso, ed a buon prezzo , damer-ai calanti Genovesi tutto ciò, che bisogna perS Nt formare un bel ficheto. Anzi potete soddis-fi;: farvi con manco spesa, e con maggior li cure z-slitti za, componendo di piantoncelli, di talli, dipropaggini, e di margotte tolte da’fichi di giàprovati. Quasi tutti quelli piantoni vi faranno»lit buona riuscita, e guari di tempo non passerà,
AL che ne raccorrete de frutti.
ili,;, I talli migliori son quelli, che germogliano TalliAlili dall’albero piantato in piana terra dalla banda, delfico.
che guarda a levante, o a mezzo giorno. Que-îffit Iti si posson riporre , e ri piantare, tanto di pri-335 mavera, quanto d’autunno.piai Le propaggini son quelle ramora, che noi pie- Propag-L» ghiamo, senza fiaccarle dall’albero, e le cui pine delim® vette, col sotterrarsi , s’abbarbicano; esusse» fico *lift; guentemente si separan dal fianco della pianta®b materna, come si fa delle viti.
tu®, Le margotte son pur facili a farsi . Si prende Margot-sbî una rama di fico, che sia attaccata al suo peda- talilnt: le, e questa fi fa passare per un imbuto di lar- co "nS : ta, 0 veramente per un cestello, che poi si riem-i pie di terra. La rama vi getta ben tosto de’fila-^j. menti o barboline, e vi s’âttacca : ed allora litaglia dalla parte di sotto deli’imbuto, o cane-,,^1 stro, e fi posa con tutto’l vaso giù in terra . Inaa j questa guisa non si dà alcun martoro alle tenere|.j B 5 sue radici, e a pianta novella non tarda puntojgij a venir su, non avendo (come voi ben vede-an te) bisogno d’essere innestata, per esser dellanatura di quelle, che producon de frutti più(v prelibati che siano. Che