§8 Lo Spettacolo
Co^ti- dopo d’aver disunito due cose, che dovevandNuazioNE e (r e v per sempre inseparabili, cioè l’istruzioneProfes- dello spirito, e’1 piacer dell' orecchio , caddesioni 15- facilmente in un nuovo traviamento, ma mi-nor de! primo. Quest’è l’uso j che da qualchesenza is- secolo in qua. s'è sómmamente esteso, di farmo r dfsor" di meno della Musica vocale , e d’applicarsidine delia unicamente a trastullar ]' orecchia senza offri-Musica. r£ a |j o fpj r j t0 alcun pensiero; in una parola dipretendere di contentar 1’uomo con una lun-ga serie di suoni privi di senso.
Piacer con Eli’ aveva inventati diversi Strumenti, altriNOTI \mni- de' qua 1 i erano idonei con colpi ben’espressi aficano 5 regolare i pasti d’una marcia, o d’una danza;"ondo’di- a ^ tr ' oo! loro strepito potevano portar certi an-sordine nunz;, ed anche l’allegrìa delle feste laddovefica* 1 Mu " voce dell' uomo non poteva giungere ; altricoprendo meno la voce umana, si trovavanopiù atti a sostenerla coll’ accompagnarla. Ser-vivano altresì di mano in mano a sollevarlasuccedendole, a darle il tuono prevenendola ied a piegarla ad ogni sorta d'arie ripetendo-gliele.
Il buon'esito di questi varj mezzi di piace-re sedusse il Musico ; ed essendogli più facile1’ aver sempre in sua disposizione un’istrumen-to docile eh’ una bella voce, credè di poterrimpiazzare la voce umana col suona dell’istro-mento, che non n’è che l’immagine. Creb-be la seduzione, allorch’egli ridusse l’estensio-ne del!' istromento, e la pieghevolezza delledita a lar più eh’il gozzo non poteva fare .Egli si diede tutto intero alla pratica de’suo-ni, ed osò di parlar lungo tempo ali’orecchiasenza dir niente allo spirito. Quest’era un co-no-