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Tomo duodecimo.
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beila Natura. roz-

Sentonsi venire tutte le sue minute destrezze. Co^ti-J)a principio placido, poi trasportato, tuttoin un tempo si ferma. Il suo plettro va a bai- Profes-•zi, a salti : vengono i sospiri : vengono i tuo- SIONI IS "ni: vengono gli eccheggiamenti. Par che fug-ga; non si sente più. A poco a poco si ravvi-cina , rotola, si libra, s’arrampica, cade, esi rialza. Cammina dipoi con trilli, gorgheg-giando, saltellando, svolazzando, girando,farfalleggiando.. S’abbandona Parie brusche,e gli sminuzzamenti della voce degli uccelli,eh’ egli imita incessantemente , ed a sproposi-to; ciò sarà per imbalordirvi colle grida d’ un'intero cortile , collo strepito del cannone, edelle bombe , o col raschiamento dei girarro-sti, o col fracasso delle carrette. Di tutto ciò,che fa strepito nellanatura, la voce umana, eP espressone del cuore è quello, eh’ egli men»imita, o che si picca meno di seguire: semprenel maraviglioso , o nel singolare , giammainel naturale

Tal’è il disordine , in cui è là ; Musica stru-mentale naturalmente destinata ad ajutare ilnostro canto : ma invece di conformarvisi , eli’ha spinto il contagio delle sue irregolarità, sinonella vocale , e P ha soggettata a tutt’ i suoicapricci come alla sola regola del Bello . Malvi si conoscono tutti ugualmente i caratteridella nostra voce, iquali non possono non isi-pari re , dacché si separano dal pensie-re, che liconduce. E invece di commovete! colla bel-lezza dei varj accenti, che non son propri allavoce umana se non perché sono significativi,si pretende di commovete! con un canto , econ suoni che non son nostri, od’appaffionar-

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