bui a Naîùra». 105
te la vera bellezza degli ornamenti , se non Conti - .vi 6 trova riserva, scelta, e soprattutto con- staziónevenienza. Ora la convenienza abbraccia il sog- pRorls-getto, il luogo, il tempo, e le persone. Ella sioni 1$-allontana spesso più fiori , che non n’ am- TKDTtlVÉ *mette . Fa di mestieri che queste differenzedelicate, che sono le vere sorgenti del Bello,
0: spariscano, quand’ altri non s’occupa che del
pensiero d’abbagliare colla moltitudine degliabbellimenti. Un gabinetto, che n’è troppo::: carico , degenera in una rigatterìa messa inordine . Quest’ è il magazzino d’ un rigat-tiere.
e M. Boffrand ha ingegnosissimamente citatoi’Arte Poetica a proposito d’architettura ; ede; io posso applicare alla Musica la regola deiSi giudizj , che facciamo dei nostri Scrittori .r Marot, e Desportes, sebbene un po’ neglet-ti ti nella lor maniera, avevano principiato neldecimosesto Secolo a dare alla nostra Linguaun’aria naturalissima, ed amabilissima . Ron-sardo ebbe a perder tutto, ammucchiando leparole ricercate, le figure singolari , gli or-li; namenti senza numero , le frasi Greche , eLatine, le arie d'uomo dotto . La Corte viprese gusto , a forza di sentirlo encomiare .
,, Bentosto dopo fu sì grande il torrente degli
(V encomi, e sì generale l’imitazione, che non
; solo non si sentiva noja nel leggere Ronsar-
■gt do , ma non si gustava altro modo di eom-
,ii porre eh’il suo . Ma non si flette lungo tem-po in sì stolto errore ; e la ricca semplicitàt di Malherbe finì di sgombrare l’illusione.
Gettate lo sguardo su qualunque Arte vole-te j i dritti della semplicità, e della discrezio-
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