io 6 Lo Spettacolo
Conti- ne sono i medesimi per tutto . L’architetturarazione Gotica era ardita, eleggerà; appoggiava moliProfes- enormi su i più minuti sostegni. Ella coprivasioni is- tutto di ramoscelli , d’uve , di fogliami , dijp.vttive, pj ram ij ; 5 di fioretti, di trifogli, d’incanirei-sature, di mascheroni, di gole spalancate , d’artigli, odi teste d’uccelli, d’orecchie, e te-ste di conigli, di Scimie smorfiose, e non ob-liava in nessun luogo quegli omicciattoli, chepresentano offiziosamente le loro spalle per riu-nire le lunghe branche, e tutta la portata ap-parente d’una volta. Il Gotico aveva soprat-tutto la mira al Maraviglioso : ma vediamnoi che fi sospirino le sue bellezze ? Il me-desimo discernimento , che ci fa applaudireali’ eleganza, che regna con tanta semplicitànella facciata di S. Rocco, o alla maestà ugual-mente semplice , che ci colpisce in quella diS. Gervasio, ci fa commiscrare quel mucchiodi pessimi ornamenti, che si fono profusi suquella di S, Luigi nella strada di S. Antonio,e su queir altra di Santo Stefano del Monte.Accade senza difficoltà Io stesso ad una Mu-sica semplice, e ad una Musica caricata. Lasemplicità per sè stessa non fa la bellezza ,ma la presenta . Ella la fa uscire , e lasciaallo spirito tutta la libertà necessaria per bengiudicarne . Abbiamo dunque in noi i veriprincipi d'una sana Critica: e quando si trat-ta di giudicare dell’Arti, i nomi di Ron sardoo di Malherbe, di sterratisi o del Cavalier Ler-nini , d’un Musico o d’un’ altro non hannoche far niente, e non decidono nè in bene,nè in male. Non si giudica d’ una composi-zione dair Autore, ma dell’Autore dalla corn-
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