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Lo Spettacoio
Costi- bene sol Poeta, il quale verseggiava per loro,«suasione c si e si sarebbe detto che quelle due operazioniProfes- non erano eh’ una fola . Naturalmente la Poe-sioni 15- sia, e i suoni dovrebbero partire dalla medefi-p-ruttite. relìa; perché queste son due cose fatteper. esser’unite insieme. Ma le parole di Quinaut,ei suoni di Lui!i quadravano si perfettamente;stali’altra parte, nonostante la poca forza del-lo stile , i termini erano sì sonori , e i cantisì espressivi , che , eccettuati gli Stranieri,fra’ quali questa convenienza doveva natural-mente perdere molto del suo pregio, l’impres-sione di rapimento era generale tanto su i pic-coli, quanto su i Grandi . Il canto non sup-poneva abilità, per esser sentito, ed assapora-to. Il senso delle parole era comunemente purtroppo intelligibile, e l’incanto era universa-le. Appena una nuova arietta s’era fatta sen-tire a Parigi r che si ripeteva di Città in Cittàsino alle falde de’ Pirenei, e dell’Alpi. Quan-te parole Italiane son pur ben’ accolte dapper-tutto , perch’esprimono la natura, e la veri-tà, che sono di tutt’ i Paesi ? Quante paroleFrancesi adattate ad arie Italiane si ridiconoogni giorno per un’ effetto deli impressione ,che fa per tutto il Bello naturale? Non si ri-getta se non il goffo, e l’assettato : e questoallontanamento uguale da ogni rozzezza , edaffettazione fa la perfezion desiderabile nonsolo nella Musica , ma anche nelle beli’ Artitutte.
E vero che Lulli, Quinaut, e i lor primiSuccessori erano incorsi nel pisi gran difettodella Musica, eh’era di sacrificar la verità, e]’ utilità al diletto : invece d’impiegar’ il pia-cere
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