SECONDA
CONTI-
NUAZIONE
dell’ Ar-ti, CHEC* ISTRUI-SCONO .
146 Lo Spettacolo
mente d’un’anno ali’altro; il che forma unnuovo cerchio attorno della malfa di legno.Talora queste cortecce leggere erano tagliatea piccioli quadrati lunghi, poi attaccate in-sieme' faccia contra faccia, come disponghia-mo i fogli de’ nostri libri. Assai spesso Rincol-lavano per f estremità , e se ne formava unastriscia stretta, ma lunghissima, per attaccar-ne gli estremi su due rotoli; e quanto si spie-gava da una parte , altrettanto si ripiegavadalPaltra, per aver sotto gli occhi il luogo,dov’era scritto ciò , che si voleva leggere*La lunghezza delle linee era regolata dallalarghezza del rotolo.
Non essendo questa materia di gran resi-stenza, nè di buona custodia , si rimpiazzavavantaggiosamente coll’uso delle membrane,cioè delle pelli di becco , odi castrato, od al-tre , che con alcune preparazioni divenivanosommamente lisce, ed aggiungevano al comododella bianchezza il merito d’una lunga dura-ta. I Re di Vergamo, che diedero un grancorso a quest’ antica maniera di scrivere , fe-cero dare a queste pelli il nome di pergamena.
Per formar leggermente le figure de’suonidella voce o sulle cortecce, o sulla pergame-na, s’impiegava qualche liquore colorito, at-to a tagliare sul colore del .fondo [coll’ajutod’ una canna appianata in acutezza , e in pun-ta, con un legger taglio in questa, che si di-videva in due per dar lo scolo al liquore. Lepenne degli uccelli, il di cui interiore è me-glio evacuato, e la cui materia è pieghevo-le , senz’ esser facile a rompersi, hanno a po-co a poco preso il luogo delle canne.
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