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Tomo duodecimo.
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p e i l a Natura. 253

fono la macchina delle lame, quella da seri- Qp 4RTAvere sulle monete , ed.il mulino , q bilan- Conti-

NUAZIONF,

cicrc ^ PELL 5 AR

, Dopo cavate le lame di metallo dalle For- ti istrut-me, ih cui si gettano, non si batton più com ' mac .ahrevolte sufiincudine ; ma si passano, e ri-china dei,passano tra i varj cilindri della macchina delle lelarae *lame, le quali essendo strette gradatamente con-ducono presto la lama aduna grossezza giusta,ed uniforme. Invece di dividere, come face-vasi , questa lama in piccioli quadretti, vi sitagliano francamente sanse tortellette, quantella può contenerne, coll aiuto d un acciaiotagliente ben temperato, di figura rotonda,incavato di dentro, e dun diametro propor-zionato per portar via il pezzo formandolo.

Dopo dessere stati paragonati, e pesati contraltri pezzi, che servono di regola, e per con-seguenza limati , raffazzonati , raschiati perlevarne il superfluo, poscia bolliti, imbianca-ti , arrivano di lavoratolo in lavoratolo allamacchina da scrivere, e finalmente al mulino,che stringendoli ciascuna parte tra i fisse con;raccozzati, sforza con un sol colpo le due par-ti del pezzo a riempiere esattamente tutt i Va-cui delle due figure in concavo. La macchinada porrin lame il piombo unidea sufficien-te di quella, che impicciolisce le lame doro,e dargento tra rotoli di minor mole. Mi ri-stringerò qui alla figura della macchina da scri-vere, ed a quella del mulino,

1. I principali pezzi della prima fono due lame daeeiajogrosse circa una linea, lame- della leggenda è intagliata sulla grossez- scriverej, ?a dell una delle lame, e laltra metà sulla ^10,

» gros-

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