QlJAkîA
Conti-
nuazione
dell’ Ar-ti ISTRUT-TIVE .
BoizardTrattatodelle Mo-nete .
La Mac-china dafar mone-te .
LZ4 Lo Speîtacoio
„ grossezza dell’altra'; e queste due lame foli „„ dritte, benché i pezzi, che ne son segna-„ ti sian tondi. n
„ Quando si vuol segnarne uno, si mette ,fra le lame, dimodoché le due lameelsen- „„ do ciascuna di piatto sur una piastrella di „„ rame, eh’è annessa aduna tavola di legno „„ molto grosso, ed il pezzo essendo altresì di „„ piatto sulla stessa piastrella , egli tocca da,, ogni parte le due lame per la loro gres- n„ sezza . Una di queste è stabile col mezzo „„ di più viti, e l’altra scorre col mezzo d 1 „„ una ruota dentata, o arocchello, che s’in- ,„ castra ne’ denti , che fono sulla superfìcie„ della lama. Questa lama scorrente fa gira-„ re il pezzo in maniera, che quando hafat-to il giro, si trova segnato . Convien no-„ tare che non si può legnar che gli scudi gii„ (grandi, e piccioli) colla leggenda Domine, p„ salvum fac Regem ; perch’ il Volume n’è g n„ sufficiente per portar tali lettere . Ma il pii„ Volume dell’ altre spezie sì d’ oro che d’ fi,, argento non può portare eh’un cordoncino $j„ sull’ orlo. poi
Questa Macchina è sì agile, eh’un sol no- èmo può marcare venti mila pezzi in ungior- g 0no. Eli’è invenzione di Castaing, ingegnere lamagnificamente premiato da Luigi Magno . t tlCominciò a porla in opera in tutte le nostre Oimonete nel 1685. ?o
II. „ Si fan Je monete d’oro, d’ argento, a„ o di rame con un’arnese, a cui iConjson’ g („ annessi; quello dell’effigie in disotto den-„ tr’una scatola quadrata guarnita di viti, e„ di madri viti per ritenere il conio. Si po-