Band 
Tomo duodecimo.
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HlÉRZIO .

ZI2 Lo Spettacolo

Se fosse lodevole il cercare i mezzi di farfortuna, la strada da me proposta è la piùschietta, e la più dritta per venir’in chiarodei veri bisogni della Società, e dei maggiori'oreresti de’Principi. Marni attengo ali’unicofine, che ho da principio avuto in mira; quest’è di render’amabile, ed utile il mio Viaggia-tore. Sia poi consultato o dalla sua famiglia,o dalla sua provincia, o dal suo Principe; lasua gran contentezza è di procurar’ il ben co-mune piuttosto eh’ il suo proprio ingrandimen-to. V’è sempre qualche cosa dibasso, o di ple-beo a tirar tutto a sè , oa non ingerirsi in unaintrapresa, se non quanto visi trova il suo in-teresse personale. Ho dimandato mire più no-bili al mio Viaggiatore; perché quel, che soviaggiare, è un gentiluomo, oppure un veroCittadino.

Alla Compagnia, che gustava questo discor-so, parve che finisce troppo presto. E'un pec-cato, rispose il gentiluomo al Negoziante, eh’abbiate trattato il vostro argomento un pocosuccintamente. Ma avete toccato tutte le cor-de, che toccar bisognava. Niuna cosa m’hafatto maggior piacere, dopo la giustezza de'mezzi da voi propostici per render compito ungiovane, che la nobiltà dei sentimenti ispira-tigli da Voi. Se mettete nelle vostre mire 1’elevazione d’un’uomo di Stato, non me nestupisco ; ma non vi stupirete Voi in vedermifautor del Commerzio a tal segno, che gli de-stino il mio terzo figliuolo?

Lo so viaggiare principalmente con questamira: non gli ho fatto imparar’altro che leMeccaniche, làFisica usuale, e la materia, s

i pria-