3*4 Lo Spettacolo
îl Com- legittifnaraente astenersi di camminarvi: non 51'umeszio. gli si rinfaccia neppure il racchiudersi nella con- bsldizione pisi tenue. La sua applicazione adam- wimonticellare profitti giornalieri sarà forse il wmaggior’ elogio : che fatassi di lui. Non è cosi lin
del Gentiluomo. Non basta eh’egli non s’ab- I
baisi a guadagni manuali, ed a lavori, di cui nut
ognuno è capace; convien che si distingua, e | r£ i
che si sostenga coll’attività, onde la sua No- lebihà è pullulata. Ma è cosa pur troppo con- àr>
sue ta, eh’ esso non conosca abbastanza ciò, prc
che può trarlo dal? inutilità, e salvarlo dal!' ID
Obblìo , che n’ è il solito castigo. Si figura su off
certi discorsi frivoli fattigli fin dalla fanciullez- Ito
za, eh’ il sol servigio militare può porlo in veri
opera. Donde nasce spesso, che Tinterrompi- blu
mento della guerra, e i disgusti del servigio in
gettino lui, ei suoi nella più deplorabile os- Ma
curità. Gli esempi ne sono senza numero in luifamiglie anticamente celebri, e soprattutto nel- ptiile provincie, dove 1’uguaglianza delle sparti-gioni taglia il più bel fondo in tanti pezzi, sdì
che dopo alcune generazioni, e novellesuddi- on0
visioni si dissipa, o s’assomiglia agì’infinita- lo,
mente piccoli. Allora un Gentiluomo non te- stia
me alcuna cosa quanto la Milizia , eh’ egli lite
considera come un mezzo sicuro di stermi- tiet
narlo affatto. Oh quante famiglie sono così fu
perdute per lo Stato! Elle s’immaginano con- ilî
fusamente che Io Stato può, e deve assicurare nie
de’fondi, o dar altri sufsidj ad ogni gentiluomo tic
ridotto al verde. S’ odono lamenti contra il ni
Secolo, contra la Corte, contra i Ministri, se
contra il Re medesimo. Non si fa quel, che v(
si dice - Il Re non può moltiplicare il soprap- de