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più delia sua spesa in cento milioni, che non it Coj^basterebbero annualmente per appagare i que- mbr?io,ruli. Ma il Commerzio, e i talenti apron lo-ro cento mezzi d’avanzare i lor figliuoli, ed!rimettere in onore le lor famiglie.
Non parlo del? ammìniflrazion delle lor te-nute, nè della vendita dei prodotti delle làgreggi, dei lor boschi, o delie lor terre . Que-ste cure |non hanno mai disonorato veruno,
Anzi chi sdegna di prenderle, n’è quasi sem-pre punito da una umiliante decadenza : e nonsi vede in alcun luogo una più grand’ aria d”opulenza, nè una spesa più onorevolmente so-stenuta , eh’in casa di que’Signori, i quali go-vernano i lor beni da se stesti. Esser nato Gen-tiluomo , è un’ esser nato al comando, ed al-la condotta degli uomini, o delie intraprese.
Ma a qual governo -oserà mai presentarsi co-lui, che lascia in iscompiglio ciò, che fa laprima sussistenza della sua famiglia?
Il Re, le Leggi, ed un’Uso universale glischiudono ancor’altre vie per porre in ordineonorevolmente i suoi affari. S’egli è denaro-so, piuttosto che dissipare il suo fondo, o la-sciarlo infruttuoso , può interessarsi in far va-lere de’ boschi, in una navigazione, in una So-cietà trafficante prestando il suo danaro senzafar altra funzione, o in una Società anonimaali’apertura d’una vendita di mercanzie stra-niere, od altre: egli entra a parte della dire-zione, delle spese, e degli Utili. Non si saniente di tutto questo; e quand’anche si sapes-se , non dovrebbe arrossirsene, come neppur fivergogna di vendere i suoi vinchi, o il pro-dotto de’suoi stagni.
L’uni*