Band 
Tomo duodecimo.
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329
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della Natura. 3251

, Io fa starin guardia contro farle domi- L A p 0 s.r-nanti, e presuntuose. Ella sola, mostrando-gli i limiti reali delle sue cognizioni, può af- be V PotSsmurargli elogi puri , e senza mescolanza di LI *rimproveri , sopprimendo ogni presunzione.

Egli sa che questa non è il contrassegno delvalentuomo; come la modestia non tuoi-esserquello del ciarlatano.

E'alto grado di stima, in cui mettiamo il il Medie»,grandOratore, è sondato sur un Merito rea-le , ed insieme sulla nostra poca sperienza aporre in chiaro i nostri propri interessi, e di-ritti. E'lo stesso del potere accordato da noi .sui nostri corpi al perito Medico, e del ran-go onorifico da lui tenuto nella Società. Eglinon lo dee meno alla sua capacità, ehal de-siderio ehabbiam di campare. Sio avessi daparlare dellordine delle Scienze, la Medici-na come lEloquenza vi terrebbe il suo ran-go. Ma non avendo altroggetto ehil discor-rervi dei diversi gradi di potere accordati aliuomo sul suo simile , non debbo dar qui fesclusiva al Medico, che nesercita un rea-le, ed importante sulla nostra vita. La Satirra ha spesso cercato nei privati dei difetti,o dei Ridicoli , ond ha cavate conseguenzegenerali, con chiara intenzione di screditarela Medicina medesima. Ma se questo proce-dere ha luogo, non vè scienza, pro-fessione, che non soggiaccia ai medesimi in-sulti : ed il buon Medico se ne spaventa po-co, eh è il primo a censurare le pretensionieccessive, e le pratiche frivole. Non si trovamai nelf atteggiamento dun uomo, che pensiin difesa. Anzi scherza colla sicurezza istilla-ta