della Natura. 3251
tà, Io fa star’in guardia contro farle domi- L A p 0 s.r-nanti, e presuntuose. Ella sola, mostrando-gli i limiti reali delle sue cognizioni, può af- be’ V PotSsmurargli elogi puri , e senza mescolanza di LI *rimproveri , sopprimendo ogni presunzione.
Egli sa che questa non è il contrassegno delvalentuomo; come la modestia non tuoi’-esserquello del ciarlatano.
E'alto grado di stima, in cui mettiamo il il Medie»,grand’Oratore, è sondato sur un Merito rea-le , ed insieme sulla nostra poca sperienza aporre in chiaro i nostri propri interessi, e di-ritti. E'lo stesso del potere accordato da noi .sui nostri corpi al perito Medico, e del ran-go onorifico da lui tenuto nella Società. Eglinon lo dee meno alla sua capacità, eh’al de-siderio eh’abbiam di campare. S’io avessi daparlare dell’ordine delle Scienze, la Medici-na come l’Eloquenza vi terrebbe il suo ran-go. Ma non avendo altr’oggetto eh’il discor-rervi dei diversi gradi di potere accordati ali’uomo sul suo simile , non debbo dar qui fesclusiva al Medico, che n’esercita un sì rea-le, ed importante sulla nostra vita. La Satirra ha spesso cercato nei privati dei difetti,o dei Ridicoli , ond’ ha cavate conseguenzegenerali, con chiara intenzione di screditarela Medicina medesima. Ma se questo proce-dere ha luogo, non v’è nè scienza, né pro-fessione, che non soggiaccia ai medesimi in-sulti : ed il buon Medico se ne spaventa sì po-co, eh’ è il primo a censurare le pretensionieccessive, e le pratiche frivole. Non si trovamai nelf atteggiamento d’un’ uomo, che pensiin difesa. Anzi scherza colla sicurezza istilla-ta