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Dialogo Ottavo. S17
infallibile, che ogni paese, quanto più è col-tivato, tanto più lì va popolando; e simil-mente , quanto più è popolato, tanto più fi vacoltivando. Lo stato adunque di Francia rice-vette da questi diboscamenti un vantaggio no-tabilissimo.-Ma che? Tutti gli eccessi (sia inbene , sia in male ) son sempre viziosi. Quin-di è, che per quanto profitto fi ricavi da’colti,o terre arative, e salive, pur nondimeno, aforza di tanto diboscare , e smacchiare, laFrancia potrebbe ridursi a quella stessa condi-zione, a cui si trova presentemente ridotta 1’Inghilterra, e l'Ollanda, per mancanza di le-gne. Anzi la nostra condizione sarebbe , inin tal calo, più deplorabile di quella degli Ol-andesi , i quali almeno suppliscono al difettodel legname bisognevole per far fuoco col loroturbo, cioè a dire con certe glebe oliose, econsimili asta nostra sansa, cui trovano nelloscavare le lor lagune . Ci troveressimo ancorapiù a mal partito de’ medesimi Inglesi , i qualiposson, non eh’altro , valersi del loro carbo-ne, eh’è un’altra spezie di sansa, consistentein certe zolle di terra combustibili, le quali liscavano, dove più a fondo, e dove più a gal-la, per entro i loro terreni, e son composted’una materiacrassa, e bituminosa, o sulfu-rea, il cui odore è sì ingrato, che malagevol-mente si può soffrire, da chi non v’ abbia, col-la lunga abitudine, fatto il naso. In somma,voi ben vedete le pessime conseguenze che innoi potrebbono derivare, sei proprietarjdelleboscaglie avessero piena facoltà di disporne alor capriccio, come posson fare degli altri ef-fetti . Ma il savio discernimento de’nostri So-vrani
Gli ec-cessi fonsempreviziosi i