Band 
Tomo undecimo.
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DEE LA NaTÙRÀ; §

silènte non hanno alcuna contezza informa-rione, fanno provenire i pretesi. principi del-ia nostra morale » ed i motivi della nostra tran-quillità ; a condizione però , dicon essi , ch.enoi dobbiamo uniformare le, nostre mire a quel-le del Creatore * al quale l'universo pare piùbello ì e più vario, per la mescolanza dei beni je dei tirali dispersi per la nostra sfera f che peruna innocenza sempre costante , che non sa-rebbe altro più che la ripetizione dèlio stato diun altra sfera.

Ma lasciam che i filosofi faccian, progetti diuguaglianza e di riforma , e che sviluppino leloro beltà relative e metafisiche ; Io non du-bito punto, che molti di quei3 che ammiranoquesti immaginarj sospetti come una grande eprofonda scienza , non si prendan la briga diconciliarli con le decisioni della fede. Ma' son:pur incerti ed oscuri fatti principi,- è pocoatti a muovere al bene la nostra volontà ; efon pur deboli e fiacchi confòrti per allevia-re le nostre pene . Avventurosamente noi ab-biamo una scuola più sicura , e ché più si ac-corda col!' esperienza, perché più proporziona-ta a tutti t nostri bisogni: è questa lareîigionrivelata.'

Ella ei fa fao ère * che P uomo è corrotto ?che per reprimere i delitti é frenare la pro-pensione al male 3 ha Dio stabilito . 1autoritàla necessità deli ubbidienza y e diversità del-le condizióni ; che tutto insieme t per adde-strare gli astivi ai lavóro anche contro lor vo-glia t e per perfezionare i buoni con la pràtica'di ogni virtù, ha creduto Pio Conveniente diassoggettare gli uomini alle vicende delle sta*A z gio-

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