Band 
Tomo undecimo.
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II

DELIA N A T U R A .

tempo far senza di essi , per una giusta ri-compensa il nostra lavoro, e la nostra gratitu-dine non abbia fine se non col fine dei no-stri giorni. ' - -

Il viaggiatore RobinsonCrusoe, di cui la so-litudine sforzata , se non è vera , è dentro iconfini del verisimile; non si credeva infelicenella sua isola , se non perché non rinvenivaun suo simile , da cui potesse essere aiutato ,e cui potesse aiutare . Ma salvandosi su gliavanzi del suo vascello, ebbe cura di conser-vare il suo fucile, la sua polvere, il suo piom-bo , delle tanaglie , una sega , ed altri stru-menti di suo servigio. Nella necessità di per-der 1’ uso della società, ne ritenne le miglioriinvenzioni : egli ne imitava le pratiche , equesta precauzione salvollo. Tutta quella isto-ria è una serie di esempi ordinati a dimostra-re, che l’uomo non può far senza i suoi si-mili, e eh’è in conseguenza tenuto a reciprocarloro i servigi.

Ma se la cosa è così precisamente vera ,facciamoci a vedere, che diverrebbe un filo-sofo misantropo, il quale, per 1’ abbonimen-to in cui ha tutto il genere umano, non vo-lesse più esser obbligato di cosa alcuna a chic-chessia, e tutto volesse avere dalla sua intel-ligenza , di cui ha un’ altissima idea . I filo-sofi han detto tante volte, che il Saggio ba-sta a se stesso, che v’ha apparenza, che deb-ba esservi qualche cosa. E' una faccenda que-sta da non perder di vista , ed una pruovada farsi.

Per liberarsi una buona volta da una so-cietà d* ignoranti e d’importuni, ecco il mio

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La d-iver,-*sità deì-le Cono;-.

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