Xì Lo ŠPEYîâCOltì
1.A wvEti- uomo che comincia dal rimandar loro coti
sità del- dispetto tutto quel che da essi avuto aveva ,abiti, arti, mestieri, strumenti, scienze, re-ligione . Egli ha dimenticato tutto , e datoun calcio a ogni cosa . E' questi un rigidoCartesiano , il qual vede , che la sua ragio-ne gli potr'a servire di tutto ; ei con essa siritira in una rimotissima solitudine . Egliva , per così dire , a rifondere generalmentetutte le sue idee, ed a cavare dalla sua testauna sorgente di purgate cognizioni, da cui inconseguenza scorreranno tutte le necessarie in-venzioni . Inutili progetti , vane speranze !è d’uopo prima di vivere, poi di filosofare iIo niente dico dell’ inutilità degli sforzi cheegli far a per trovar nella sua ragione 1’ ideadella vera religióne , eh* è una libera rivela-zione scelta da Dio ; rivelazione , di cui latraccia ed il filo fi rinvengono nella società ,cioè a dir nella Chiesa 5 ma di cui dalla ra-gione non gli può essere detto nulla. A mebasterà di osservare , che i più comuni biso-gni della vita saran più che valevoli a op-primerlo .
Gli animali nascono provveduti di quantaloro abbisogna . L’ uomo venendo al mondo ,■e il nostro filosofo entrando nella solitudine,non hanno nè vesti, nè provvisioni .■ Il primoperò dalla tenerezza di sua madre , e dal la-voro di quei che gli son d’intorno', ha di chevestirsi, ed il necessario alimento. Il nostro'misantropo nuda, ora perseguitato dalla fame,ora pesto dalia grandine, di tratto in trattoabbrustolito, poi affogato dali’acqua, ed assidera-to, si mette a pensar seriamente, come e con.