DELLA N A T tì S lì îî
Jellj fari o una doverosa distinzione ha potuto ac-toJo cordare alla distinta nobiltà ed ai posti, emi-i; B venti. Ei si crederebbe disonorato 0 infelice^se non avesse almeno due camerieri ben vèsti-:(n , ti e ben pagati per aver !’ uno il governo deidj suoi abiti ^ 1’altro delle sue gioie. Ei non può;ro far senza un secretano, il quale venga rego-i U . larmente a dormicchiare con lui cercando unw . pensier che non viene, o un torno di paròleto che non si lascia ridurre. Ei dasà mille e dti-; pj. gento lire di salario ad un cuoco, che lo âv»f M , veleni con arte. Gli'abbisogna~Un\pedeniiereed un aiutante, perché con carta e cprt vetriom formino un dessert proprio ad abbagliar dei ra-lla gazzi. Mastro di casa,- grandi staffieri, dop-m pio e triplo equipaggio, tanti cocchieri 4 quantile : cocchi, palasreniero, postiglione, biscaglino, sviz-y zero, ed altri^ de’ quali non vo’ saper i rio-in f mi nè le incombenze,' tutta questa gente èlj B comodamente mantenuta per prestargli ogniy giorno il servigio di poche ore, o solamente[e |, per far comparsa, e lasciarsi vedere in ordine»certi tempi. Noi non ci lagniam già della spe-lli,, sa eh’ ei fa, ma della piega che pfénde. Lee j z j ricchezze immense di lui, che avrebbero po-j £nî( tuto svegliar l’industria, e sparger l'abbondan-za nei luoghi, dai quai le raccoglie, servono’a mantenere altrove degli uomini senza talen-Cll ;ti, e eh’entrati al servigio di lui han finitop e ,.di essere cittadini. Egli pervertisce tutto quel)R!- C ^ e gh è intorno. Il maggior delitto di luìisti 00,1 è già quello di appropriarsi, togliendoleh en comune della società, delle braccia e■od, degli spiriti, che avrebbero potuto impiegarsi•,fin professioni utili y avvegnaché vi sia un®m B 3 Sfàrt-
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