buia Natura. 29
non diventa già più opulente per questo; nè la l* So?-famiglia di lui potrà per questo avere bianche- pressio».ria più fina, nè sfoggiar più bei abiti ; e con que- mendici-sta diminuzion tanto sospirata al più si avrà il tà..modo di tracannare un po’più di vino una o duefeste. Troppo più ci vuole per ristabilir il com-merzio , e per estirpar la mendicità. Non èdunque la taglia la prima radice del male, nècol levamela vi si rimedia . Così quelli cheali’ imposta od al prezzo del sale imputano lapovertà degli uomini di campagna, non accer-tano il vero principio. La discorron essi allafoggia del minuto popolo, che riguarda gli esat-tori delle imposte come gli autori di sua mise-ria . La taglia e F esattore affannano , perchésiamo infelici ; ma non per questo siamo infe-lici, perché vi sono taglie ed esattori.
La cosa è stata provata in parecchi luoghi. Idistretti, ai quali il Re si è ridotto a non di-mandar quasi niente, sono ancora ad onta diciò i più miserabili ; e quelli al contrario daiquali il Re più esige, sono di tutti i men po-veri . Io non vo’ già inferire , che F accresci-mento d’imposte procuri qualche abbondanza aiNormandi e agli abitanti dell’ Isola di Francia ;ma non sarà neppur vero, che la soppressiondella metà, o di tutta la imposta dia pane aipoveri del Poitù e della Guascogna.
La causa dunque del male comincia a farsisentire ; ella esiste prima della taglia, e daquella non dipende, e sussisterà sempre la stes-sa , scemisi , od anche levisi del tutto l’im-posta .
I Gantesi un tempo, ed i Fiamminghi deicontorni di Gand filavano la bella lana d’In-
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