della Natura. 33
;Iî c jj g Jo fosse , veggendolo nelle mani di alcunii« particolari confinati ali’estremità del Regno ,continuamente esposti , come i loro predeces-’» fori, al pericolo di distruggersi l’un l’altro, o«li di soffrire una prima irreparabile perdita , per« mancanza di aiuto e d’intelligenza .irò Ma v’ha , si dice , un’ altra ragione visi bi-ll- lissima , e che attualmente sussiste , la qual siM oppone ali’ aumento del nostro interiore com-in mercio; ed è la grande porzione di beni poste-ti duti dalla Chiesa, la quale attrae a sè tutto il:jt, buon succo del corpo . Se si facesse di quelle:od rendite quel che ne ha fatto Enrico Vili. inm! Inghilterra, e quel che ne han fatto gli Oilan-K- desi ne’loro Stati , ben diverso da quel eh’eglifi è sarebbe il nostro interior commercio, e nonIH vi sarebber più poveri.
Le Provincie unite non debbono già il suoifioi splendore ali’estinzione dei titoli Ecclesiastici ;ta anche lungo tempo dopo tale risoluzione glimi affari di quelle andarono così mal come pri-lli ma. L’esito delle loro fatture di sale si facevabis spezialmente in Ispagna , e in Portogallo ,IPe eziandio nel maggior bollore della guerra coniei: la Spagna. Quando la Corte di Madrid risolu-ti tamente stabili di escludere da tutti i suoi por-tili ti gli Ollandesi, questi, sprovvisti essendo di ogni«11 cosa in casa loro, cominciarono a cercare tar-in runa altrove . Dal cominciamento del secolo)Vt, diciassettesimo , e particolarmente dopo la pa-na, ce diMunster, che gli dichiarò popoli liberi,[sai- divennero i sensali di tutto il mondo , pot-ei» lando generalmente di tutto a tutte le nazio-ni* ni , e di tutto nel tempo medesimo provve-di dendosi . Questa industria, e non già lo scis-n» Tomo XI. C ma
La Sop-PRESSIOMDELLAMENDICJ>TÀ.