delia Natura. 39
M- chiaro il punto, su cui versiamo, ci può nel- l a s 0 ?-!i Jo stesso tempo istruire delie più belle opera- pressiomb- rioni della società, e del più possente mezzo che mendici-» la fa agire , io voglio dire della distribuzione TÌ -itt dei frutti della terra,
pet 1°. Prendiamo per esempio la Francia, a sà-ia- ne che se uno stato ricchissimo ha i suoi po-: î- veri, con maggior evidenza si scopra quel chene aumenta il numero in Italia, dove il com-mercio è men coltivato , e in Ispagna, doveAi v’ha meno industria e minore fertilità . Noi® non abbiam già a provare che la Francia puòfa mantenere da sè i suoi abitanti ; i forestieriAi n’estraggono ogni anno immense provvisioni di®vini, di acquevite, di olj, di sale , di cana-li pe, di corde , di tele , di drappi , di ferro ,
® di pietre, di lavagne, di carta, e di ogni al-ita tra sorte di mobili, Degli abili conteggiatoti1“ han trovato , che il prodotto di biade un an-ni' no per l’altro era sufficiente alla Francia peril mantenimento almeno di un anno e mez-zo! 20 , e che senza costruzione di pubblicitot edilizj , lasciando le biade in mano dei mer-iti canti e dei proprietarj , che sappiano confer-ii» varie ; finalmente senz’altra precauzione chew di vietarne il trasporto al forestiere quattro an-si! ni di seguito, noi ci troveremmo allora ave-à re una doppia provvisione, e gli anni seguentittó una provvisione superflua, che si potrebbe ven-ià dere 0 ritenere secondo la scarsa od ubertosa» raccolta.
1? 2°. Noi non abbiam neppure a prenderci
"A la briga di mostrare , che a 1 popolo Francesenol Pindustria non manca; disdirebbe ad un Fran-ili tese il far P elogio di sua Nazione; ma è cosai- C 4 nota,