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DELLA
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Regola deicontrattiattenentiagli affittidelie terre»
42 Lo Spettacolo
.terzi a tutch quelle persone che abbiam nomi?nato, in riconoscenza dei vari ajuti, dei qua-li abbisogna pel mantenimento del propriostato.
Pgp un estimo uniforme e confermato dallapià costante esperienza , il proprietario conten-tasi di dividere per metà le spese ed i fruttidella coltura col suo assumale : 0 eh' è lo stes-so, si scarica ordinariamente di tutte le spese,e fi ristringe ai terzo di quei che la tenutarende, o ali’incirca può rendere: il che chia-masi il terzo-franco. Se la tenuta rende, com-pensando le cattive annate con le buone, ilvalore di mille scudi, ei si contenta di millefranchi, e lascia il resto ali’assumale. Se uncontadino per un pezzo di terra si obbliga di da-re la quantità di-venti fastelli di biada, biso-gna che a lui ne rimangano quaranta incirca.Quando i proprietarj hanno voluto esigere piàdi questo terzo, è quasi sempre avvenuto, oche non sono staci pagati, o che non l’hannopotuto essere senza il totale esterminio deli’assumale.
Pare perà che la condizion di costui conquesta disposizione assai vantaggiosa divenga.Due terzi rimasti in mano dell’ assumale lofanno degno d’invidia. Ma non gode già eglidi tutta questa somma, e noi vedremo benmoiri che verranno a prendersi la sua parte,
i.° Primieramente il Re, come protettoredell’ordine pubblico , e difensore della salute diciascheduno, esige ordinariamente diciotto de-nari per lira sul prodotto della tenuta, nei paesimediocremente fertili, e dove languisce il com-tnercio . La taglia è pià alta, e va sino a
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