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ni, îre soldi per lira, dove è grande i! consumo, l a Sos-ia. e l’industria profitta. Questo accrescimento sressiokW> non dee qui entrar in linea di conto, perche mendici-è abbondantemente compensato dalla certezza tà.ìli dei profitti. Atterghiamoci noi dunque all^a- più comune maniera d’impor la taglia propor-ti zonatamente al prodotto'delia tenuta, che èd- di prendere due soldi per lira. La gabella per-Et, sonale ed altre minute imposizioni fanno inste-rai me il quarto o poco più della taglia. Fac-ili- ciana conto che siano due soldi sei denari perm- lira . Se dunque il totale prodotto è d’incircail mille scudi , 1’ affittual che ne paga il terzolile franco al proprietario , pagherà al Re in ra-ra glene dell’affitto di mille franchi , la sommaHi- di cento venticinque lire per taglia e gabella per-ii. sonale. Se in vece di mille scudi noi vogliamotu, impiccolir questo tutto, e che noi riduciamoipiì il prodotto della terra a sessanta fastelli, l’af-
j ( ( Attuale ne dà venti al padrone e dei quarant-ini) ta che gli restano, ne mette due e mezzo a
idi' parte per adempiere al suo dovere col Re.
Quando il coltivatore della terra è anchecoi proprietario, la taglia impostagli è accresciutaiji, del terzo od anche del doppio, cioè a quat-. Jo tro soldi per lira in luogo di due , a sei ingli luogo di tre. La ragione di questo aggravio è,
;a perché 1’ uom di campagna non paga puntodi entrata; laddove , se questo frutto eh’eglire smaltisce , passasse a un proprietario stabilito
ài in Città , la tassa farla moderata ; perché il
j { . Cittadino paga al Re una più grossa gabella per-[£ f, sonale, e le gabelle di entrata tanto per i vini,in- quanto per le derrate d’ogni altra spezie . Per,i fritto di entrata il Cittadino di Parigi pa-;