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no ordinariamente contenti del proprio stato,e menano i lor giorni nella Città in cui sonnati. Contribuiscono qualche poco alla sussi-stenza delle vicine campagne, le quali real-mente perirebbero senza lo spaccio di quellederrate che portano nelle Città. Ma un con-sumo sì tenue non dà al vicinato che deboli eaccidentali soccorsi. Tutto il paese si rimanprivo della miglior sua sostanza, ed è quasiinteramente spoglio per le asportazioni chene fanno i ricchi voluttuosi, i quali adottanoper sua patria le Città che più abbondano indivertimenti, e vanno a consumare l’immen-sa sua rendita in una Capitale lontana, senzache nulla si fermi nelle campagne onde T han-no tratta.
lo conosco particolarmente sette uomini chefan sua residenza in Parigi, dove spendonotutti gli anni un’entrata di dugento cinquantamila lire , che tirano da un paese assai me-diocremente fertile, dodici leghe lungo, ecinque o sei largo. Altri sei cavano quasi altret-tanto da un luogo vicino di simile estesa. Delmezzo milione , che queste tredici personevanno senza necessità a gettare altrove, nonritornan nemmen dieci mila lire su quei luo-ghi pel mantenimento delle fabbriche, e perlo stipendio di chi vi accudisce. Si fon sta-biliti in quei luoghi, come altrove, degli ar-tigiani di ogni spezie ; ma che sarà in pro-vincia del maniscalco, e del carrettaio, se icavalli, e gli equipaggi sono a Parigi? E im-possibile che le provincie siano in vigore, egodano qualche comodo, quando dopo la de-lazione della taglia , della decima Ecclesia-stica,
La Sop-pressici*
DELLA
MENDICI-
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