delia Natura. 8i
M* irregolar uso di questa cassa sarebbe quello di l a Sop-ii® comprar delle eredità, e di pagarne con gra- pressicivi censi la permissione. La buona politica ve- me^pici-là de mal volentieri passare i sondi dalle mani tA.
? 0 i delle famiglie a delle comunità, o a delle casestabilite per le opere di pietà. Ella non bîa-stma né le decime perpetue, nè i legati indi soldo , coi quali si fa una spesa utile a tutto>èli un paese; ma non può non disapprovare cheàd spesso si aggiungano fondi propri. Sinché ifondi restano nelle famiglie, l’industria e I’emu-lazione si eccita con la libertà delle vendite,ito con la facilità della scelta, dei cambi, dei ri-iì- partimenti. Pel contrario le famiglie sconcer-fiî tate hanno difficoltà a risorgere, nè ponno ap~d pigliarsi ad alcun nuovo spediente, perché sitìk trovano ristrette tra fondi, che non ammetto-sw no nè alienazione, né associazione, nè sroem-î i bramento . La libertà pubblica è necessaria-itfc mente diminuita e violentata a proporzionemî del numero grande di terre, che così passa-mi no a uno stato invariabile. Questi fondi non«i vanno più nè vengono, dacché fon passati ad,it una comunità; fon devoluti a quella in perpe-tui tuo, ed è irreparabile il danno.
Un altro ufo della Cassa dei prestiti, forseife tanto irregolare quanto il precedente, sarebbeosi quello di stabilirne una manifattura, una fab-jitó brica di vasi di terra ali’uso di Faenza, delleratti gualchiere, delle fucine per lavorarvi il ferro,i d od altri lavori, il profitto dei quali assegnatolini fosse ali’uffizio amministratore della limosina.
Min Si può dar mano a tali intraprese ; ma pues-iij: si mai portar pregiudizio ai negozianti , aiano : fabbricatori, agì’ imprenditori ? non sarebbeitit Tomo XI. F que-