delia Natura. 8z
ìe terre seminate. Quelle precauzioni, chedi-fendono le terre dagl’ insulti degli animali,metterebbero in sicuro la porzione dei poveri ;« Col prodotto di otto o dieci misure di terra*1* di cento pertiche si manterrebbero cinque otK sei famiglie , qualora a quello si unisca la!ir fi porzione di messe, che gli uni segando, spi-itMi golando gli altri barinosi acquistata. Si potreb-»iri be eziandio lor permettere, come si. fa senz’9 alcun pregiudizio in varj Cantoni dell’ Alema-® gna, di piantare qualche quantità di cavoli,th d’acetosa, di bietola, di petrosello, di cipol-le, di lattuche , di radici chiamate Salsifì, diitti cicoria, od altre erbe da far minestra, suira: Festremità delle terre seminate, e su i mar-ini girci dei fosti, che servono a tenere asciutti igeni campi. ,
à Questa permissione, che nulla impoverisceiliit la terra, moltiplicherebbe i legumi , e tutte» le piante di grand’ uso, la coltura delle qualiè nelle nostre campagne troppo negletta ; dalin0 che avviene che le madri di famiglia , che6 :ì non le hanno in casa, né a buonissimo mer-le cato ì non sanno dare né grazia nè varietàlî« ai pranzi chg apprestano ai suoi mariti. L’ef-ip setto immancabile dell’insipida mensa che lor;;; si offre, è di fargli fuggire per andarsene a cer-ii» care una'miglior cucina ali’ osteria; male tantoII» più grande, quanto che ognidì si rinnova, eitevi, sostituendo ali’ amicizia reciprochi dispiaceri,del fa essere la famiglia scontenta e priva di aju-apoito. z.° Io noni ho nulla a dire contro l’an-,é tichissima pratica delle terre maggiatiche, cheinfra ci ruba ogni anno la terza parte del prodot-ti» to delle nostre terre da lavoro. Io doterò so-ie Fz lamen-
i
LÀ
PRESSIONE
DELLA
MENDICI-
TÀ.