Band 
Tomo undecimo.
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96 Lo Spettacolo

I Dome- sî nostro volere, in modo però da liberarseneetici, ei ^3 un momento ali’altro, se si credono disgra-narj , ziati, o le veggono una porta aperta, che adun appartamento superiore gli meni . Nellalor volontaria servitù son essi veramente libe-ri , poiché lo faranno tosto che loro piaceràesserlo ; e questo pensiero , che raddolcisce lepene di colui che serve , può rintuzzare l’or-goglio, o i capricci del padrone . Non è que-sti sempre così distratto e pien di se stesso ,che non veda la fortuna che ha di essere benservito.

Tutti i servigj che oggidì ci sono offertida persone libere , erano in altri tempi pre-stati da’ schiavi che fi compravano , e che sitrattavano come bestie da soma . La condizionloro era orribile a segno di non poter cambiarnè stato, né luogo , e di non poter dar finealle sue pene se non con la disperazione j' ocon una fuga , eh’ era ordinariamente punitacoll’estremo supplizio. Ma questa odiosa ine-guaglianza, che sottomette un uomo, ei fi-gliuoli di lui, ei servigi di quello e di que-' sti al capriccio di un altro uomo , è stataestremamente ragguagliata e cangiata dallo spi-rito del Vangelo.

La Filosofia erasi accorta di questa enormedisproporzione da uomo a uomo , ma non ave-va potuto apportarvi rimedio , perché la Fi-losofia non ha che parole, o verisimiglianze ,senza alcun motivo che persuada . Il Mao-mettismo , non che opporsi ai rigori dellaschiavitù, l’ha fatta servire al suo dominio ,e alle sue infami cupidità . La sola DottrinaCristiana senza legge e senza sforzo ha da bel

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