I Dome.
STIC!, E I
Merce-
NAS.J.
I Savo-iardi .
98 Lo Spettacolo
.Provvidenza , come se ciascun di noi fosse il' centro od il fine del lavoro di tutti gli altriuomini . Un infinito numero di Mercenari sioccupa continuamente intorno ai nostri biso-gni ; e avvegnaché noi lor non diamo chenna passeggiera ricompensa , avvegnaché noinon gli mettiamo in opera che una sola voltain un mese , in un anno , od anche in tuttala nostra vita , essi fanno studio di conoscerei nostri gusti e i nostri bisogni , e si fannogloria di uniformare a quelli il suo lavoro ,anche senza conoscerci. Essi preparano consollecitudine di che contentare gli abitanti diun’altra provincia; ho quasi detto di un altromondo . Essi fabbricano e conservano pressodi sé le nostre provvisioni : qualche volta lun-ghissimo tempo attendono laoncrcede dei gior-ni impiegati per noi, e spesso ad un ozio in-volontario ridotti si veggono . Ma 1’ abbon-danza di un giorno supplisce ali’ indigenza diun altro : fanno essi , che se non son io chericorra alla loro industria, lo farete voi , lofata un terzo, e che da loro si va tosto 0 tar-di . Per la certezza dell’ avvenire sono tran-quilli; ed il piacer della indipendenza, la dol-ce libertà, eh’è il possente solletico di tuttii cuori, basta per rifarli delle pisi gravose fa-tiche , e per avvezzargli ai lavori anche piàabbietti. Risparmiate ai poveri il dominio e1’ incertezza ; non v’ ha cosa che da essi ot-tener non possiate . Giudicatene dai fattiseguenti.
Due o tre mila ragazzi allevati nelle mon-tagne del Destinato e della Savo;a si congeda-no nell’ autunno dai suoi parenti, e si disper-dono