*i8 Lo Spettacolo
Is, Ko- ?' a > servigio delle quali'con le macchine si*awEN TO supplisce. Dopo i’ invenzion del molino, della“ lt ’ Uo ‘ tromba e della stamperia, si Con veduti, nonv’ha dubbio, assai schiavi, assai copisti ; inuna parola, assai braccia senza impiego. Maquest’ abbondanza di persone disoccupate met-te bentosto la società in istato d’intraprendere je di eseguire ciò che altre operazioni più presi isanti le facevano trascurare suo malgrado,Quei che portavano F acqua impareranno a fi-lare o a vangare: quei che copiavano i libri, [ponno imparare a legargli, a tirare il tor-chio, o a fonder caratteri. Come si può star icolle mani alla cintola, quando infiniti biso-gni ci premono? Vi saran sempre più stradeda mantenere, più argini da alzare, più pra-terie da innaffiare nella siccità, più dighe daopporre al corso delle grand’acque, più terreda rivoltare , più trasporti da farsi ; in unaparola più lavori da intraprendersi pel servi-gio del pubblico o del particolare, che non visaranno operai in istato di compirli : ed il ne-gare che fa un uomo di guadagnarsi il vittocol lavoro sarà sempre il distintivo dello scel-lerato e dell’ozioso degno di gastigo, dal cit-tadino di buona volontà.
La massima, che proibisce Fintroduzionedegli strumenti speditivi, non è perniciosa so-lamento perché impiega senza necessità moltioperaj, dei quali se ne avrebbe altrove unestremo bisogno ; ma lo è ancora perché sioppone al progresso delle vere scienze , checonsistono nella conoscenza dei nostri vantag-gi, e dei mezzi che ne agevolano il possedi-mento, A questo devono essere intese le no-stre